Agosto 4, 2019

Un talento pazzo, stranissimo. Lo trovo sorprendente.

Ho ascoltato/sto ascoltando “APO” e devo ammettere che lo trovo sorprendente.
Queste sono the first impressions. Anzi, nemmeno le prime, visto che ho avuto bisogno di qualche ascolto per estirpare delle valutazioni significative. E questo è un buon segno.
Sei un talento pazzo, stranissimo.
C’è intanto una patina compatta che avvolge i brani: sei riuscito a creare un’atmosfera, una cifra sonora che permea le tracce. A cosa assomiglia questa atmosfera? Non lo so, e questo è un punto a tuo favore. C’è qualcosa di sognante, claudicante e malato nelle tracce: in questa smanciata di canzoni storte puoi trovare schegge di vaudeville, un Branduardi provenzale mezzo ubriaco, un Battiato traviato sulla cattiva strada da Captain Beefheart. Tutto è storto, tutto è tremolante, le battute ritmiche ti fanno mancare gli scalini sotto i piedi, gli accordi sbandano come la trama in certi thriller che vedi senza audio di primo pomeriggio.
La triade che mi ha catturato di più è “Sotto coperta”, “La fune nel pozzo”, “Iridescenze”; mi sembrano racconti a puntate di una saga di avventure: subliminali, con le immagini pronte a uscire come in certi volumi rilegati dell’infanzia.

ti porterò lì (anteprima) amore in fiore (anteprima) stronza (anteprima) sotto coperta (anteprima) la fune nel pozzo (anteprima) iridescenze (anteprima) kupargeltmatmonitinkentain (anteprima)