kupargeltmatmonitinkentain

immagine di copertina: adele napolitano
  • kupargeltmatmonitinkentain

    DIVENSKRAFEN LIBIDRAFEN
    VAIRUK KAZEN FILIKRAS
    VAREN KOZEN DIBIROZEN
    ǦAILOK ALEN FOLLIDAS
    KUPARGELTMATMONITINKENTAIN

acquista il brano
Image buttonImage buttonImage button
acquista l'intero album

include le 7 tracce in formato MP3 o WAV, il libretto in PDF e il video di “stronza”

include libretto 15,8 x 15,8 in cartone e il cd audio

Se hai voglia di acquistare subito il cd in digitale, non aspettare!
Quando il cd in formato fisico sarà disponibile il costo sostenuto ti sarà scorporato per il nuovo acquisto.

introduzione

    Con un titolo che nella sua lunghezza può ricordare un pò quelli dei film di Lina Wertmüller, si tratta una filastrocca non-senso che parodia i suoni della lingua tedesca. Il gramme-lot del testo richiama molto lo yiddish, la lingua degli ebrei d’ Europa, che è un misto di ebraico e tedesco, anzi, secondo certo umorismo ebreo, un tedesco con in più l’ ironia, quindi in un certo senso una sua parodia. E anche la musica si rifà al klezmer (la musica degli ebrei d’ Europa): del resto nella cultura ebraica, dove religione e musica sono molto unite, vengono spesso usate sillabe prive di significato grammaticale come mezzo di comunicazione im-mediata con il divino, quasi una farneticazione, una glossolalia che mette in contatto diretto con la divinità.
    In origine il brano era nato su alcuni versi presenti all’ interno de “Lo spasimo di Palermo”, romanzo dello scrittore Vincenzo Consolo: versi “con parole prive di senso, ch’ erano forse parodia, scherno d’ una lingua”. Il testo originale così recitava:

    Sukkerlain suttreklain
    Kulì justek ansamadain
    Ma sei ni kuskei dublei
    Kulì burdak mundai mundei
    Suleik dindi moni dindindin
    Suleik dindi moni dindindin…

    Per motivi di copyright decisi poi di cimentarmi nella scrittura di un nuovo testo che avesse caratteristiche affini. Mi stupì l’ impegno che ci misi per inventare delle parole nonsenso, e la cosa fu altamente significativa per me: capii che anche con il nonsenso si poteva dire molto, con la forza espressiva dei suoni e con tutti gli universi semantici, indefiniti ma potenti, che questi evocano. Mi sentivo come un bambino che stava prendendo molto sul serio il proprio gioco.
    Per cui alla fine ciò che viene fuori ad ogni modo non risulta mai completamente privo di senso. I suoni comunicano, sia emotivamente, con la loro musicalità, e sia con il loro alludere ai suoni significanti di lingue reali. Il richiamo a determinate caratteristiche della cultura rimane nel testo. Ma lascio a chi ascolta di scovarne le connessioni e le allusioni.

    (apo)

guida all´ascolto

    sezione in allestimento

ti porterò lì (anteprima) amore in fiore (anteprima) stronza (anteprima) sotto coperta (anteprima) la fune nel pozzo (anteprima) iridescenze (anteprima) kupargeltmatmonitinkentain (anteprima)