Progetto Chitarre

(apo)

Le chitarre utilizzate nel disco sono strumenti modificati che prendono le mosse da alcune caratteristiche della chitarra battente. Questo è uno strumento molto diffuso in molte regioni principalmente del sud e centro Italia. A sua volta parente povero della chitarra barocca, una sua caratteristica è quella di avere le corde molto basse (avendo la tastiera praticamente sullo stesso livello della tavola armonica: spuntano solo i tasti) in modo tale che la mano, suonando le corde colpisca anche sulla tavola creando un effetto percussivo. Le conseguenze di tale prassi sono che però, dopo un certo periodo di tempo, la tavola armonica si trova a essere consumata nei punti in cui la mano va a battere. La mia idea consiste nel creare dei battipenna in legno da collocare in alcuni punti attorno alla bocchetta dove la mano andrebbe a percuotere. Questi battipenna, inoltre, anziché poggiare direttamente sulla tavola, sono rialzati a mezzo di alcuni cilindri in legno, con il vantaggio di essere più raggiungibili dalla mano, il che semplifica l’ esecuzione evitando che il braccio debba compiere una piegatura ulteriore che, oltre a complicare il movimento, potrebbe creare anche problemi ai tendini. La realizzazione materiale dell’ idea è stata affidata al liutaio Andrea Palermo, che ha introdotto un’ utile variante: nel punto in cui i cilindretti poggiano sul battipenna ha creato una superficie lievemente concava, anziché piatta: in questo modo il battipenna non aderisce perfettamente al cilindretto ma si creano delle microcamere che favoriscono ulteriormente la risonanza, sommandosi all’ accorgimento di usare legni dal suono particolarmente squillante, quali acero marezzato e mogano (legni cosiddetti di risonanza).

Lo strumento non ha ancora un suo nome definitivo.

Il progetto prevede in prospettiva la realizzazione di strumenti ex novo, che oltre a questi battipenna utilizzino anche accordature particolari, con un numero di corde diverso da quello standard, e altre caratteristiche che per il momento non saranno rivelate, anche perché ancora in fase di definizione.

Giusto per fare qualche richiamo e raffronto, dirò che la chitarra battente tradizionale può avere corde doppie o singole, in numero di 4 o 5, accordate come nella chitarra classica (con esclusione del MI basso, se monta 5 corde; o del Mi basso e del La, se ne monta 4). Le corde hanno la peculiarità di essere tutte dello stesso spessore (sono MI cantini) il che comporta un’ intonazione poco precisa, oltre all’ assenza totale di bassi, visto che ne risulta un’ accordatura rientrante.

Le note a partire dalla prima corda infatti risultano essere:
E4 B3 G3 D4 (A3)

Laddove l’ accordatura standard prevede:
E4 B3 G3 D3 A2 E2

I miei strumenti sono anch’ essi privi di bassi, per cui è preferibile suonarli abbinati a un basso o a uno strumento medio-basso (v. mandola, mandoloncello, violoncello, chitarra da suonare sulle corde basse, e simili).
Inoltre non si prestano molto all’ esecuzione di parti soliste, almeno, almeno nella forma attuale.
Ma rispetto alla chitarra battente originale presentano il vantaggio di un’ intonazione più precisa, visto che le corde sono normalmente scalate. In virtù di ciò possono anche essere suonati arpeggiati, oltre che ad accordi pieni: sia con il plettro che con le dita. Io li suono prevalentemente con le dita (con le unghie corte). Per quanto riguarda il loro utilizzo ad accordi pieni, mi avvalgo sia di tecniche di pennata della chitarra base che di tecniche prese dalla chitarra battente (che hanno a loro volta molte affinità con quelle della chitarra flamenca, con movimenti rotatorii, rasgueados, e quanto altro…), contaminando con gli effetti percussivi della chitarra latino-americana, o ancora con le pennate “pompanti” della chitarra manouche, con ritmiche funkeggianti e varie altre, derivanti dagli ascolti e le influenze che mi hanno accompagnato e formato.
Non ho mai approfondito se le le similitudini nelle tecniche esecutive tra chitarra battente e chitarra flamenca siano dovute a motivi storici (tipo contaminazioni comuni con il mondo arabo), se siano casuali o che cosa… Ma miro più che altro a mescolare le suggestioni e crearmi un mio linguaggio che ad addentrarmi negli aspetti storico-filologici.

In questa fase ho utilizzato delle chitarre classiche elettrificate a spalla mancante su cui ho montato corde in acciaio lisce. La scelta delle corde lisce nasce dal mirare ad ottenere una timbrica più omogenea possibile tra le corde rivestite e quelle non rivestite, cosa che non avviene nelle corde “round-wound”, dato l’effetto ruvido che crea il rivestimento a sezione rotonda.

iridescenze
tarantella
kupargeltmatmonitinkentain

Sto lavorando su due accordature.

 

 

Chitarra a 4 corde singole

Una prevede 4 corde singole, così accordate a vuoto dal basso verso verso l’acuto.

Questa accordatura, che si sviluppa per terze minori, agevola la possibilità di prendere accordi anche con dei voicing molto stretti. La utilizzo per armonie a 4 voci, di impianto prevalentemente jazzistico che però io applico anche a brani di genere diverso dal jazz, tipo pezzi rock, ballate, etc…

nota E3 G3 Bb3 Db4
spessore corda 020 016 012 010

Chitarra a 3 corde doppie

L’altra prevede 3 corde doppie, così accordate a vuoto dal basso verso verso l’acuto. Questa accordatura, che si sviluppa invece per terze maggiori, è utilizzabile con armonizzazioni per triadi, ma io la utilizzo solitamente abbinata a un basso o uno strumento medio-basso (v. quanto si diceva sopra) per armonizzazioni a 4 voci ma del tipo basso + tricordo.
L’unico brano del disco in cui utilizzo questa armonizzazione (e di conseguenza la chitarra con questa accordatura) è “amore in fiore”.
Per ulteriori approfondimenti in merito ad altre sezioni del sito che verranno in seguito allestite.
Gli spessori delle corde sono passibili di ulteriori revisioni.

nota Bb3 D4 Gb4
spessore corda 012 010 008

Le accordature indicate si riferiscono alle corde a vuoto, che però io evito di usare, salvo casi rari. Non usare le corde a vuoto permette di potere trasportare in varie tonalità le stesse posizioni e inoltre ha il vantaggio di poter usare ritmiche a corde stoppate senza avere risonanze indesiderate. Per ovviare a questo problema inoltre io posso applicare al primo tasto un velcro (così come praticato nel Chapman stick) che stoppa le corde, cosa che è solitamente utile quando si suona con la tecnica del tapping, il cui utilizzo sarebbe previsto per la realizzazione di strumenti ex novo cui si accennava prima.

 

Per cui di fatto, se si mette il velcro, le prime note utili sono quelle del primo tasto. Nel caso dell’ accordatura a 4 corde singole per terze minori:
F3 Ab3 B3 D4

E nel caso dell’ accordatura a 3 corde doppie per terze maggiori:
B3 Eb4 G4

ti porterò lì (anteprima) amore in fiore (anteprima) stronza (anteprima) sotto coperta (anteprima) la fune nel pozzo (anteprima) iridescenze (anteprima) kupargeltmatmonitinkentain (anteprima)